Nei bookmaker e nei casinò internazionali incontri più formati di quota. Questo convertitore mostra la stessa quota contemporaneamente in tutti e tre i formati.
Da quale formato parti?
In tutti e tre i formati
I tre formati di quota a confronto
La stessa scommessa viene rappresentata in modo del tutto diverso a seconda del mercato. Chi scommette a livello internazionale prima o poi incontra tutte e tre le scritture.
| Formato | Esempio | Significa | Diffuso in |
|---|---|---|---|
| Decimale | 2,50 | Puntata × 2,50 = incasso totale | Europa, Australia |
| Frazionario | 3/2 | 3 € di vincita ogni 2 € puntati, più la puntata restituita | Regno Unito, Irlanda |
| Americano | +150 | 150 € di vincita con 100 € di puntata | Stati Uniti, Canada |
Tutte e tre le righe descrivono esattamente la stessa scommessa. La differenza sta solo nel fatto che la puntata sia già compresa nel numero oppure no.
Come convertire da solo
Da frazionaria a decimale: dividi il numeratore per il denominatore e aggiungi 1. Da 3/2 si ottiene 3 ÷ 2 = 1,5, più 1 fa 2,50.
Da americana positiva a decimale: dividi il numero per 100 e aggiungi 1. Da +150 si ottiene 150 ÷ 100 = 1,5, più 1 fa 2,50.
Da americana negativa a decimale: dividi 100 per il valore assoluto e aggiungi 1. Da −200 si ottiene 100 ÷ 200 = 0,5, più 1 fa 1,50.
Le quote americane negative indicano sempre i favoriti: dicono quanto devi puntare per vincere 100 €. Quelle positive indicano gli sfavoriti e dicono quanto vinci puntando 100 €.
La probabilità implicita, il numero che conta davvero
Ogni quota si può tradurre in una probabilità: 1 diviso la quota decimale. Con 2,50 fa 1 ÷ 2,50 = 40%.
Nelle scommesse questo numero dice molto più della quota in sé, perché mostra quanto il bookmaker crede a quell’esito. Se ritieni che la probabilità reale sia superiore al 40%, hai trovato una value bet. Se una scommessa convenga davvero te lo calcola il calcolatore value bet.
Un’avvertenza: sommando le probabilità implicite di tutti gli esiti di una partita si ottiene sempre più del 100%. L’eccedenza è il margine del bookmaker, nel calcio di solito tra il 4 e l’8%. Più basso è questo margine, migliori sono le quote per te.
Perché conviene confrontare
Tra l’operatore migliore e quello peggiore, sulla stessa scommessa, ci sono spesso dal 5 al 10% di differenza sull’incasso. Con 2,50 invece di 2,35, su 100 € di puntata sono già 15 € in più, a parità di rischio.
Proprio per questo la conversione è più di una formalità: solo quando tutte le quote sono nello stesso formato diventa possibile confrontarle in modo sensato.
Domande frequenti
Perché esistono più formati di quota?
La quota decimale (europea) è diffusa in Europa, il formato americano sui mercati statunitensi e quello frazionario (britannico) per tradizione nel Regno Unito: nei casinò e nei bookmaker internazionali incontri tutti e tre.
Quale formato è il più semplice?
La quota decimale è la più semplice: con una semplice moltiplicazione per la puntata ottieni l’incasso complessivo (puntata × quota), ed è per questo che online è oggi la più diffusa.
Come converto una quota in probabilità?
Dividi 1 per la quota decimale. Con una quota di 4,00 fa 1 ÷ 4,00 = 25%. Questa probabilità implicita comprende già il margine del bookmaker.
Che cosa significa una quota americana negativa?
Indica il favorito e mostra quanto devi puntare per vincere 100 €. Con −200 servono quindi 200 € di puntata per ottenerne 100 di profitto.
Quale formato mostra le quote migliori?
Nessuno. Il formato è pura rappresentazione: il valore dietro è identico. Le differenze nascono esclusivamente dal bookmaker, non dalla scrittura.
Perché le probabilità sommate superano il 100%?
Perché è compreso il margine del bookmaker. In una partita di calcio con tre esiti la somma si colloca tipicamente tra il 104 e il 108%. Questa differenza è il vantaggio calcolato dell’operatore.